Sanremo Con Conti E Pausini Tutto Perfetto: Ma Mancano Le Gag Di Amadeus E Fiorello!

Festival di Sanremo con Carlo Conti e Laura Pausini impeccabili all’Ariston, ma il confronto con Amadeus e Fiorello accende il dibattito: è mancato il vero spettacolo?

La prima notte del Festival di Sanremo si è mossa con passo sicuro, senza inciampi e con una regia oliata alla perfezione. Sul palco dell’Teatro Ariston, Carlo Conti e Laura Pausini hanno guidato la serata con mestiere e intesa. Un duo compatto, ben rodato, consapevole dei propri spazi. Qualche piccola esitazione, una battuta non perfettamente a fuoco, un sorriso di troppo davanti al microfono: dettagli che hanno reso tutto più autentico. Ma, tirando le somme, qualcosa è rimasto in sospeso.

Una macchina perfetta, ma dov’è la scintilla?

La gara ha girato come un orologio. Gli artisti sono stati protagonisti assoluti, le esibizioni si sono incastrate con ritmo serrato, senza tempi morti. Conti ha dimostrato ancora una volta di conoscere alla perfezione i meccanismi televisivi, gestendo il palco con sicurezza. Pausini ha portato calore, presenza scenica e un’energia elegante. Tutto impeccabile.

Eppure Sanremo non è solo competizione. È show, è sorpresa, è quel pizzico di imprevedibilità che tiene incollati allo schermo. Negli anni passati il pubblico aveva imparato ad aspettarsi l’effetto wow, il momento fuori copione capace di diventare virale nel giro di pochi minuti.

Meno varietà, più istituzione

Il confronto con l’era di Amadeus e Fiorello è inevitabile. In quelle edizioni il Festival aveva assunto i contorni di un varietà moderno: gag improvvise, ironia spiazzante, incursioni capaci di alleggerire la tensione della gara. Non tutto era perfetto, ma l’elemento sorpresa era sempre dietro l’angolo.

Quest’anno, invece, il tono è apparso più misurato. Le gag centellinate, i siparietti ridotti all’essenziale. Una scelta probabilmente voluta: riportare la musica al centro, evitare eccessi, mantenere un profilo istituzionale. Una direzione legittima, certo. Ma Sanremo vive di equilibrio tra rigore e leggerezza. È un rito popolare che crea tormentoni, meme, discussioni infinite.

Conti e Pausini hanno fatto un lavoro solido, senza sbavature. Tuttavia, tra ordine e compostezza, si è avvertita la mancanza di quella scintilla capace di trasformare una buona serata in un momento memorabile.

Personalmente credo che la musica debba restare il cuore del Festival, ma senza intrattenimento rischia di perdere anima. Perché ciò che rimane nella memoria collettiva non sono solo le canzoni, ma le emozioni condivise.

E voi cosa ne pensate: meglio un Sanremo impeccabile o uno più imprevedibile e spettacolare? Dite la vostra nei commenti!

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