Carlo Nordio ha deciso di avviare un’azione civile contro Bianca Berlinguer e Mediaset dopo le dichiarazioni di Sigfrido Ranucci a È sempre Cartabianca. Al centro della vicenda c’è il caso Minetti e la smentita arrivata in diretta dal ministro della Giustizia.
Carlo Nordio contro Bianca Berlinguer e Mediaset: nuova mossa dopo il caso Minetti
Il ministro della Giustizia Carlo Nordio torna al centro dello scontro mediatico nato durante una puntata di “È sempre Cartabianca”, il programma condotto da Bianca Berlinguer su Mediaset. Dopo le polemiche provocate dalle parole di Sigfrido Ranucci, conduttore di Report, Nordio ha deciso di intraprendere una nuova iniziativa legale. Questa volta, però, non nei confronti di Ranucci, ma contro la stessa Berlinguer e contro Mediaset.
La vicenda riguarda il cosiddetto “caso Minetti”, esploso dopo alcune dichiarazioni pronunciate in trasmissione da Ranucci. Ospite del programma, il giornalista aveva riferito, citando una fonte non meglio precisata, che nei primi giorni di marzo Carlo Nordio sarebbe stato in Uruguay, nel ranch riconducibile a Giuseppe Cipriani e Nicole Minetti.
Una ricostruzione che il ministro aveva immediatamente contestato, intervenendo direttamente in diretta televisiva per smentire quanto affermato.
Le parole di Ranucci e la smentita di Nordio
Durante la trasmissione, Sigfrido Ranucci aveva parlato di una notizia che, secondo la sua versione, era in fase di verifica. La frase che ha acceso lo scontro è stata quella relativa a un presunto viaggio di Nordio in Uruguay, nel ranch di Cipriani e Minetti.
Il ministro della Giustizia è intervenuto subito, respingendo la ricostruzione. La smentita è arrivata in diretta, davanti al pubblico, trasformando la puntata in un caso politico e televisivo.
In seguito, Ranucci ha riconosciuto di essere “caduto in un eccesso” e ha usato un’espressione molto netta: “mi copro il capo di cenere”. Allo stesso tempo, però, ha sostenuto di non aver presentato quella informazione come una notizia certa e già verificata. Secondo la sua spiegazione, avrebbe detto che la redazione stava verificando quella notizia, cosa che per lui rappresentava una differenza sostanziale.
Questo passaggio è centrale, perché segna la linea difensiva del giornalista: non una notizia data per acquisita, ma un’informazione ancora sottoposta a verifica.
Nordio aveva ritirato la querela contro Ranucci
Dopo le scuse e le precisazioni di Ranucci, Carlo Nordio aveva deciso di ritirare la querela nei suoi confronti. Sembrava quindi che la vicenda potesse chiudersi lì, almeno sul piano giudiziario.
In realtà, il caso ha preso una nuova direzione. Il ministro ha scelto di muoversi in sede civile contro Bianca Berlinguer e Mediaset, ritenendo evidentemente che la trasmissione abbia avuto un ruolo nella diffusione delle affermazioni al centro della polemica.
L’annuncio del ministero della Giustizia
La nuova iniziativa è stata comunicata attraverso una nota del ministero della Giustizia. Nel testo si legge che Carlo Nordio ha dato mandato all’avvocato Giulio Micioni, del Foro di Roma, per avviare un’azione risarcitoria in sede civile nei confronti di Bianca Berlinguer e di Mediaset.
Secondo quanto riportato nella nota, l’azione riguarda il “sostegno alla diffusione di notizie relative al caso Minetti”, andate in onda durante la puntata di “È sempre Cartabianca” del 28 aprile 2026.
Il passaggio è importante: Nordio non punta più direttamente su Ranucci, che aveva già corretto il tiro, ma sul contesto televisivo nel quale quelle affermazioni sono state pronunciate e rilanciate.
La replica di Bianca Berlinguer
Bianca Berlinguer, dal canto suo, ha difeso il comportamento della trasmissione. La conduttrice ha ricordato che a Nordio era stata data la possibilità di replicare immediatamente e direttamente, esercitando il proprio diritto di risposta.
Il ministro, infatti, aveva telefonato in studio durante la puntata, intervenendo in diretta per contestare quanto era stato detto. Berlinguer ha sottolineato anche un altro aspetto: il programma va sempre in diretta, senza filtri preventivi o censure sulle parole degli ospiti.
Secondo la conduttrice, gli ospiti si assumono ogni volta la responsabilità delle proprie dichiarazioni. Da qui la sua posizione: tutto sarebbe avvenuto “alla luce del sole”, senza manipolazioni o interventi nascosti.
Il nodo della diretta televisiva
Uno dei punti più delicati della vicenda riguarda proprio il funzionamento della diretta. In un programma trasmesso live, le dichiarazioni degli ospiti non possono essere controllate in anticipo nello stesso modo in cui avviene per un contenuto registrato e montato.
Tuttavia, resta aperta la questione della responsabilità editoriale del programma e dell’emittente. È proprio su questo terreno che sembra muoversi l’azione civile annunciata da Nordio.
Il ministro ritiene che ci sia stato un sostegno alla diffusione di notizie legate al caso Minetti. Berlinguer, invece, insiste sul fatto che Nordio abbia potuto rispondere subito e che la trasmissione non abbia impedito alcuna replica.
Una vicenda tra politica, informazione e responsabilità
Il caso Nordio-Berlinguer-Mediaset si inserisce in un terreno molto sensibile: quello del rapporto tra informazione televisiva, dichiarazioni degli ospiti e tutela della reputazione personale.
Da una parte c’è il diritto di cronaca e il ruolo dei giornalisti nel verificare notizie anche delicate. Dall’altra c’è il diritto di una persona, in questo caso un ministro della Repubblica, a non vedere diffuse ricostruzioni che considera false o lesive.
La vicenda è resa ancora più complessa dal fatto che Ranucci ha poi precisato la natura delle sue parole, sostenendo di non aver dato una notizia certa ma di aver parlato di una verifica in corso. Nordio, però, ha deciso di non lasciare cadere completamente la questione e di rivolgersi ora al giudice civile.
Cosa resta da chiarire
Al momento, non è chiaro quali saranno esattamente le richieste risarcitorie avanzate da Nordio né quale sarà la linea difensiva formale di Bianca Berlinguer e Mediaset. È noto soltanto che il ministro ha dato mandato al proprio legale per procedere in sede civile.
Resta quindi da capire come si svilupperà la causa e se la vicenda resterà confinata al piano giudiziario oppure continuerà ad alimentare il dibattito politico e televisivo.
Di certo, il caso mostra quanto possano essere delicate le parole pronunciate in diretta, soprattutto quando riguardano figure istituzionali e vicende non ancora chiarite o verificate pubblicamente.
Secondo voi Nordio fa bene a procedere contro Berlinguer e Mediaset, oppure la replica in diretta era già sufficiente? Scrivetelo nei commenti.
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