Il post di Roberta Bruzzone nasconde un messaggio preciso: addio a Ore 14 e svolta totale nel suo futuro televisivo. Ecco cosa ha detto davvero.
Roberta Bruzzone non si limita ai saluti di rito: il suo ultimo post social è un vero e proprio spartiacque. Dietro a parole che a prima vista sembrano solo un ringraziamento ai fan, si nasconde una dichiarazione precisa, quasi tagliente. La celebre criminologa – volto noto della divulgazione scientifica in TV – annuncia un cambio di rotta che fa rumore: dice addio a Ore 14, la trasmissione condotta da Milo Infante su Rai 2.
Con il suo stile diretto e senza giri di parole, Bruzzone anticipa che il 2026 sarà un anno di grandi novità professionali, ma soprattutto di selezioni accurate. Non sarà più ovunque: “Voglio impegnarmi solo in spazi dove ho il pieno controllo sui contenuti”. Una frase che pesa come un macigno. È chiaro: qualcosa si è rotto.
“Solo spazi dove ho il controllo”: la frecciata che non lascia dubbi
Dietro l’apparente diplomazia, Roberta lascia intravedere molto più di quanto espliciti. E quando un utente le chiede se il suo messaggio significhi l’addio a Ore 14, la risposta – seppur contenuta – non lascia spazio a fraintendimenti: “Scelte doverose. Spiegherò meglio quando verrà il momento”.
Insomma, la decisione è presa. E le motivazioni appaiono tutt’altro che superficiali. Anzi, sembrano affondare le radici in una visione ben precisa di come dovrebbe essere la divulgazione scientifica in televisione: seria, documentata, priva di sensazionalismi e opinioni senza fondamenta. La criminologa lo ribadisce nel suo lungo post, citando con fierezza il programma Nella mente di Narciso, definito come “un’oasi” dove la qualità dell’informazione viene prima di tutto.
Nel suo manifesto social, Bruzzone sembra voler disegnare una linea netta tra ciò che è scienza e ciò che è spettacolo travestito da informazione. Una distinzione che, implicitamente, potrebbe suonare come una critica all’impostazione di Ore 14, o quantomeno a determinati meccanismi della televisione generalista.
Il futuro? Progetti nuovi e totale autonomia
La sensazione, leggendo tra le righe, è che Roberta voglia prendere le distanze da certi format in cui, a suo dire, manca il controllo sulla qualità dei contenuti. Una scelta coraggiosa e non priva di rischi, ma che conferma quanto la criminologa sia intenzionata a seguire un percorso autonomo, coerente con i suoi valori professionali.
Per lei, il futuro si chiama “autonomia editoriale”. Niente compromessi, niente spazi dove la parola “scientifico” viene piegata alle esigenze dello show. Solo contenuti affidabili, analisi fondate, e una divulgazione che metta davvero al centro il rispetto per il pubblico.
Difficile non cogliere, in tutto questo, una frecciata – neanche troppo velata – ai talk show che mischiano cronaca e spettacolo in modo troppo disinvolto. Bruzzone ha alzato l’asticella. Ora tocca agli altri decidere se seguirla o continuare su un’altra strada.
Roberta Bruzzone ha fatto una scelta netta, coraggiosa e, per certi versi, scomoda. In un panorama televisivo dove spesso l’audience viene prima della qualità, lei ha deciso di tirarsi fuori. Non accetta più di essere solo una “presenza esperta”, vuole essere autrice, regista e garante di ciò che dice. Ed è difficile darle torto. In un’epoca in cui le fake news si diffondono in un lampo e la cronaca nera diventa intrattenimento, servono figure che sappiano dire “basta”.
Cosa ne pensate voi? È giusto pretendere rigore anche in TV, o c’è spazio per una divulgazione più leggera? Dite la vostra nei commenti!
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