Tra le voci che stanno emergendo sul prossimo Festival c’è quella di una possibile riduzione dei concorrenti in gara. Una modifica che consentirebbe di dedicare più spazio agli ospiti, agli eventi speciali e ai momenti di intrattenimento. Un cambiamento che potrebbe contribuire a rinnovare la formula del Festival senza stravolgerne l’identità.
Anche se manca ancora molto all’inizio di Sanremo 2027, l’attenzione attorno alla prossima edizione del Festival della Canzone Italiana è già altissima. Il motivo è semplice: dopo anni di indiscrezioni e voci di corridoio, Stefano De Martino viene indicato come il possibile protagonista di una nuova fase della manifestazione più importante della musica italiana.
L’eventuale arrivo dell’attuale volto Rai alla guida del Festival rappresenterebbe un passaggio significativo per una kermesse che negli ultimi anni ha attraversato profonde trasformazioni. Proprio per questo motivo ogni indiscrezione legata alla futura organizzazione sta attirando l’interesse di addetti ai lavori, artisti e pubblico.
Nelle ultime settimane sono emerse diverse ipotesi che riguardano non soltanto la conduzione, ma anche la struttura stessa dell’evento.
Meno cantanti in gara per rendere il Festival più snello
Una delle novità più discusse riguarda il numero degli artisti in competizione.
Secondo le indiscrezioni diffuse dall’agenzia Adnkronos, Stefano De Martino starebbe valutando una riduzione dei Big in gara. Negli ultimi anni il Festival ha ospitato circa trenta artisti, mentre la nuova idea sarebbe quella di limitare il numero dei partecipanti a una fascia compresa tra 24 e 26 concorrenti.
Perché ridurre il numero dei Big
L’obiettivo di questa scelta sarebbe principalmente organizzativo.
Un numero inferiore di cantanti consentirebbe infatti di alleggerire la scaletta delle serate, ridurre i tempi televisivi e lasciare maggiore spazio a momenti di spettacolo, ospiti e contenuti extra.
Si tratterebbe di una modifica apparentemente limitata, ma che potrebbe incidere in modo significativo sul ritmo complessivo del Festival, rendendo le puntate più snelle e meno soggette alle lunghe maratone televisive che hanno caratterizzato alcune recenti edizioni.
L’ipotesi che può cambiare tutto: una gara separata per l’Eurovision
La voce che sta facendo maggiormente discutere riguarda però la quarta serata del Festival.
Negli ultimi anni il venerdì è stato dedicato alle cover e ai duetti, uno degli appuntamenti più seguiti dal pubblico. Tuttavia, secondo quanto riportato da Dagospia, questa formula potrebbe essere accantonata per lasciare spazio a una competizione completamente diversa.
L’idea sarebbe quella di organizzare una gara specifica per individuare il rappresentante italiano all’Eurovision Song Contest.
Due vincitori invece di uno
Se questa ipotesi dovesse concretizzarsi, il Festival potrebbe arrivare ad avere due vincitori distinti.
Da una parte ci sarebbe il vincitore ufficiale di Sanremo, dall’altra l’artista che conquisterebbe il diritto di rappresentare l’Italia all’Eurovision.
Una soluzione che romperebbe con una tradizione ormai consolidata. Negli ultimi anni, infatti, il vincitore del Festival ha avuto la possibilità di partecipare direttamente alla manifestazione europea, salvo eventuale rinuncia.
Con il nuovo sistema, invece, il collegamento automatico tra il successo a Sanremo e la partecipazione all’Eurovision potrebbe venire meno.
Il ruolo delle case discografiche
Secondo le indiscrezioni riportate da Dagospia, questa proposta sarebbe particolarmente gradita alle principali case discografiche.
L’idea di separare le due competizioni permetterebbe infatti di distinguere gli obiettivi artistici da quelli internazionali, offrendo maggiore libertà strategica sia agli artisti sia alle etichette.
Sempre secondo queste ricostruzioni, le stesse case discografiche potrebbero essere più propense a portare sul palco del Festival alcuni dei loro nomi più importanti qualora venisse introdotta una serata specifica dedicata alla selezione Eurovision.
Al momento si tratta comunque di indiscrezioni che non hanno ricevuto conferme ufficiali.
Torna il dibattito sul sistema di voto
Oltre alla questione Eurovision, un altro tema destinato a generare discussione riguarda il meccanismo di votazione.
Negli ultimi anni il sistema è rimasto sostanzialmente stabile, pur con alcuni aggiustamenti. Tuttavia, una parte della Sala Stampa avrebbe rilanciato una proposta già emersa in passato.
Si parla infatti della possibile creazione di una Academy composta da giornalisti, critici musicali ed esperti del settore.
I dubbi sui conflitti di interesse
L’idea non convince tutti.
Secondo quanto riportato da Dagospia, proposte simili sarebbero già state respinte nelle precedenti gestioni artistiche.
La principale perplessità riguarda i possibili conflitti di interesse. Molti professionisti dell’informazione musicale collaborano infatti con emittenti radiofoniche, società di comunicazione, televisioni o altre realtà legate al mondo dell’intrattenimento.
Per questo motivo alcuni osservatori ritengono rischioso concentrare troppo potere decisionale nelle mani di un gruppo ristretto di addetti ai lavori.
Chi sceglierebbe i componenti dell’Academy?
Un altro interrogativo riguarda i criteri di selezione.
Chi avrebbe il compito di individuare i membri di questa eventuale Academy? E soprattutto quali parametri verrebbero utilizzati?
Il rischio evidenziato dai critici della proposta è quello di creare un gruppo chiuso composto sempre dagli stessi nomi già presenti in numerosi programmi televisivi, radiofonici e manifestazioni culturali.
Le polemiche del passato sulle giurie speciali
L’eventuale introduzione di una nuova Academy riporterebbe inevitabilmente alla memoria alcune polemiche del passato.
Nel 2017 Carlo Conti introdusse la cosiddetta giuria di qualità, composta da personalità provenienti da mondi differenti.
Tra i componenti figuravano anche il regista Paolo Genovese e l’influencer Greta Menchi.
Quella scelta generò numerose discussioni e alcuni artisti espressero apertamente il proprio dissenso.
Tra questi anche Gigi D’Alessio, che contestò la presenza di figure considerate poco legate al percorso professionale della musica.
La questione evidenziò un tema che continua a riemergere periodicamente: chi dovrebbe avere il diritto di influenzare il risultato finale del Festival?
Sanremo torna a febbraio
Un altro fronte sul quale si starebbe lavorando riguarda il calendario.
L’edizione del 2026 si è svolta dal 24 al 28 febbraio a causa della concomitanza con le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina, in programma dal 6 al 22 febbraio.
Per il 2027, però, questa necessità non esisterà.
L’obiettivo di tornare alla collocazione tradizionale
Secondo le indiscrezioni riportate da Giuseppe Candela su Dagospia, la Rai starebbe valutando il ritorno del Festival nelle prime due settimane di febbraio.
Una scelta che molti osservatori considerano strategica.
La tradizionale collocazione temporale ha infatti sempre rappresentato un elemento distintivo dell’evento, diventato nel tempo un appuntamento fisso per milioni di telespettatori.
Gli ascolti al centro del confronto
La data di messa in onda è finita al centro del dibattito anche per un altro motivo: gli ascolti.
Secondo alcuni analisti, lo spostamento a fine febbraio avrebbe avuto un impatto negativo sui risultati televisivi.
I dati mostrano una differenza significativa tra le ultime due edizioni.
Il Festival del 2025 aveva registrato una media di oltre 12 milioni di telespettatori con uno share superiore al 66%.
Nel 2026, invece, la media si è fermata sotto i 10 milioni di spettatori con uno share poco superiore al 62%.
Naturalmente non esiste una conferma definitiva che colleghi direttamente il calo alla nuova collocazione in calendario. Tuttavia il confronto tra i numeri continua ad alimentare il dibattito tra esperti e appassionati.
Un Festival ancora tutto da costruire
Per ora nessuna delle novità emerse è stata ufficializzata.
Riduzione dei Big, possibile gara separata per l’Eurovision, revisione del sistema di voto e ritorno alle prime settimane di febbraio sono tutte ipotesi che dovranno eventualmente trovare conferma nei prossimi mesi.
Una cosa però appare evidente: attorno a Sanremo 2027 si sta già creando una grande aspettativa. Se anche solo una parte delle indiscrezioni dovesse trasformarsi in realtà, il prossimo Festival potrebbe rappresentare una delle edizioni più innovative degli ultimi anni.
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