Agcom indaga su “Falsissimo”: tra video rimossi, accuse di diffamazione e leggi sugli influencer, il canale YouTube di Corona potrebbe essere a rischio. Scopri cosa sta succedendo.
Fabrizio Corona ha appena tagliato un traguardo importante: il suo canale YouTube ha superato il milione di iscritti. Un traguardo che, secondo le regole di YouTube, vale l’ambita targa d’oro. Ma mentre il pubblico clicca e segue, le autorità iniziano a bussare alla porta. Il Tribunale di Milano ha già ordinato la rimozione di due video e bloccato la pubblicazione di un nuovo contenuto, tutti legati al polverone mediatico intorno ad Alfonso Signorini. E ora, anche l’Agcom si muove.
L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha avviato verifiche ufficiali su quello che viene definito il “canale web Falsissimo”. Ma attenzione: qui si apre un cortocircuito. “Falsissimo” è sì il nome del format ideato da Corona, ma non corrisponde a un canale unico o ben definito. Esiste un profilo Instagram con quasi un milione di follower, ma su YouTube il format è ospitato sul canale che porta direttamente il nome del controverso ex fotografo dei vip. Insomma, il bersaglio è il brand, ma il campo d’azione resta fumoso.
L’intervento di Agcom: perché ora?
A far scattare la miccia è stato un comunicato dell’Ordine dei Giornalisti, firmato il 27 gennaio da Carlo Bartoli (presidente) e da Alessandra Costante (segretaria generale della FNSI). Nel documento si sostiene la linea dura del Tribunale civile di Milano contro Corona, ricordando che “la libertà di espressione non giustifica la diffamazione” e che “anche influencer e personaggi della rete devono rispondere delle proprie parole”.
Agcom ha raccolto l’appello e ha deciso di verificare se i contenuti pubblicati violino il TUSMA — il Testo Unico dei Servizi di Media Audiovisivi. Una legge nata per regolamentare media tradizionali e digitali, che nel 2024 è stata estesa anche agli influencer. Parliamo di una normativa che impone regole precise su pubblicità, rispetto dei minori, trasparenza e responsabilità editoriale.
Se i contenuti del brand “Falsissimo” venissero considerati in violazione del TUSMA, le conseguenze potrebbero essere pesanti. Ma fino a che punto può spingersi Agcom?
Si può davvero chiudere un canale YouTube?
La risposta è: sì, ma non è semplice. Agcom non ha il potere diretto di “spegnere” un canale, ma può segnalare alle piattaforme le violazioni e chiedere provvedimenti. È già successo: nel 2024, l’Autorità ha ottenuto da YouTube la rimozione di un documentario propagandistico sul Donbass diffuso da Russia Today. Non solo: il canale in questione fu bloccato a livello globale. Il riferimento normativo? Sempre il TUSMA.
Nel caso di Corona, lo scenario potrebbe ripetersi. Anche se, almeno per ora, la rimozione ha riguardato solo alcuni contenuti e non l’intero canale. Ma il vento sta cambiando. E il rischio chiusura — per quanto complicato — non è più solo teoria.
Il mio punto di vista
La vicenda mette sul tavolo una domanda cruciale: dove finisce la libertà d’espressione e dove inizia la responsabilità editoriale? Fabrizio Corona ha costruito una narrazione polarizzante, senza filtri e spesso al limite. E questo gli ha garantito visualizzazioni, numeri e visibilità. Ma con la crescita dell’influenza, cresce anche il peso delle conseguenze.
Il mondo dei social non è più un far west senza regole: piattaforme e creatori stanno entrando a pieno titolo nel perimetro delle normative classiche. E questa è una rivoluzione silenziosa, ma potente.
E voi cosa ne pensate? Fabrizio Corona è vittima di censura o responsabile di eccessi mediatici? Scrivetelo nei commenti, il dibattito è più che aperto.
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