Anguillara, Federica Torzullo massacrata e sepolta: il racconto choc minuto per minuto!

Un delitto calcolato nei minimi dettagli: Federica è stata uccisa, fatta a pezzi e sepolta con freddezza. Il racconto agghiacciante di un femminicidio che scuote le coscienze.

C’è qualcosa di profondamente inquietante in quanto accaduto tra le mura di una casa apparentemente normale, ad Anguillara Sabazia. Quella che sembrava una coppia ormai in crisi, come tante, è precipitata in un abisso di orrore il 9 gennaio scorso. In quel lasso di tempo compreso tra le 7:40 e le 8:45 del mattino, Claudio Carlomagno avrebbe messo in atto un piano da brividi: ha ucciso la moglie Federica Torzullo, e subito dopo si è impegnato con freddezza a far sparire ogni traccia di lei. Non si è limitato a toglierle la vita. Ha infierito sul corpo. Ha tentato di renderlo irriconoscibile. Ha cercato in ogni modo di cancellare la sua esistenza.

E mentre faceva tutto questo, con lucida follia, ha persino preso il cellulare della donna e ha iniziato a scrivere messaggi alla suocera, fingendosi Federica. «Metti la Nutella nella crepe per il bambino», scriveva. Un messaggio tanto innocuo quanto sinistro, se letto nel contesto dell’orrore che si stava consumando in contemporanea.

Federica era già morta. Il suo corpo, piegato e nascosto nel bagagliaio dell’auto, ha trascorso la notte nell’oscurità prima di essere trasportato nel cantiere dell’azienda di Carlomagno, dove l’uomo – titolare di una ditta di scavi – aveva già preparato la sua tomba.

Il corpo sepolto come un rifiuto: ghiaia, ruspa e silenzio

Una fossa di due metri, ghiaia drenante sul fondo per limitare odori e liquami, e poi il peso di un mini escavatore sul cadavere. Federica è stata martoriata anche dopo la morte. Schiacciata, colpita, tagliata. Le ferite riscontrate all’addome parlano chiaro: un nuovo atto di violenza, forse nel tentativo di fare a pezzi il corpo. L’accusa parla di un “tentativo di depezzamento”.

Ma non è tutto. Dopo l’azione della ruspa, Carlomagno ha dato fuoco ai resti. Un’“azione di fiamma”, così la definisce il pm. Poi ha ricoperto tutto con la terra. Il sangue, però, ha parlato: è stato trovato sull’escavatore e persino sul manico del badile. Strumenti del mestiere trasformati in strumenti di morte.

Quando i carabinieri hanno riesumato il corpo, la scena era degna di un film dell’orrore. Federica era irriconoscibile: il viso coperto di terra, come una mummia. Nessun vestito distinguibile. Solo i bracciali, la collana e il piercing all’orecchio hanno permesso alla sorella Stefania di identificarla.

L’autopsia chiarirà con certezza la dinamica dell’omicidio. Si ipotizza l’uso di un’arma bianca, ma non si esclude che possa essere stata uccisa sbattendole la testa contro una superficie. Le tracce di sangue in casa, ripulite con candeggina, raccontano comunque una lotta feroce. Alcune sono state trovate nella cabina armadio e lungo le scale. Altre sugli abiti da lavoro di Carlomagno, finiti in asciugatrice, forse per tentare di lavare via l’orrore.

Un amore finito… e trasformato in ossessione

Secondo la Procura, il movente è chiaro. Federica aveva deciso di separarsi, e lo aveva comunicato ufficialmente a dicembre. Ma per Carlomagno, quel passo era inaccettabile. Vivevano ormai da separati in casa, ma lui non riusciva a lasciarla andare. La gelosia e il rifiuto della realtà si sono trasformati in odio. Un odio cieco, feroce, che ha portato alla tragedia.

La relazione extraconiugale di Federica – che probabilmente le dava nuova speranza – è diventata per Carlomagno l’ultima scintilla. E invece di accettare la fine, ha scelto l’abisso. Nemmeno di fronte all’evidenza, ha mostrato segni di pentimento: durante l’interrogatorio in carcere si è avvalso della facoltà di non rispondere. Silenzio. Come se il silenzio potesse cancellare tutto.

Ci sono crimini che lasciano senza fiato. Non solo per la brutalità dei gesti, ma per la freddezza, la pianificazione, la disumanità. Questo caso ne è un esempio devastante. Un uomo che, incapace di accettare la fine di una storia, ha deciso che Federica non doveva più esistere. Né come moglie, né come madre, né come essere umano. E per cancellarla, ha trasformato le sue competenze professionali in strumenti di tortura. Un uso pervertito del proprio lavoro, con l’unico obiettivo di nascondere un corpo e la colpa.

Ma la verità, per quanto sepolta, trova sempre una via per emergere.

E tu, cosa ne pensi di questa vicenda? Fino a che punto può spingersi un uomo incapace di accettare la fine? Scrivilo nei commenti, vogliamo conoscere la tua opinione.

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