Silvia Salis; Vita Privata: Chi E’ Il Marito Famosissimo!

Silvia Salis, da martellista a sindaca di Genova: scopri come affronta la maternità, il sessismo e una carriera politica con il sorriso e la grinta di sempre.

Cresciuta a Genova, tra le gradinate del campo sportivo di Villa Gentile e l’odore dell’asfalto caldo, Silvia Salis non ha mai avuto bisogno di favole: la sua storia l’ha scritta col sudore, la grinta e un’infanzia segnata da valori semplici ma potentissimi. Figlia di un custode, abituata a sentire l’eco dei suoi passi sulle piste d’atletica molto prima che i riflettori accendessero il suo nome, Silvia ha respirato sport e popolo. Un mix che l’ha resa oggi non solo una politica credibile, ma anche una donna profondamente umana.

Atleta di livello internazionale nella disciplina del martello, laureata in Scienze Politiche nel 2018, Salis ha portato sul podio i colori italiani e oggi sventola la bandiera della sua Genova da sindaca. Ma non è solo il ruolo istituzionale a raccontarla. È la sua capacità di tenere insieme pezzi di vita apparentemente incompatibili: la maternità, il matrimonio con il regista Fausto Brizzi, l’impegno civile, la lotta contro il sessismo e il tentativo, giorno per giorno, di non perdere il centro.

Famiglia e politica: un equilibrio sempre in bilico

Nel 2020 ha sposato Brizzi, uomo di cinema e parole, che non ha mai fatto mistero del suo supporto incondizionato alla moglie. Quando è nato il loro figlio Eugenio, il 5 ottobre 2023, i riflettori si sono accesi anche sul dietro le quinte della loro vita. Brizzi ha dichiarato con orgoglio: “Per mia moglie vendo casa a Roma, faccio più smart working e faccio il papà”. Parole che raccontano un’inversione di ruoli ancora rara, ma potente.

Silvia, da parte sua, racconta con ironia gli sforzi per conciliare tutto: suo figlio la chiama “chincaca” (una dolce storpiatura di “chi è sindaca?”), ogni volta che torna a casa tardi. Un aneddoto tenero che dice più di mille discorsi: la sfida di essere madre e figura pubblica è reale, costante, faticosa. Lei stessa ha ammesso: “Essere prima mamma e poi sindaca è un ordine difficile da rispettare sempre, ma ci provo”.

Non è solo la fatica ad accompagnarla. Silvia ha anche dovuto fronteggiare attacchi sessisti, insulti che ha letto pubblicamente in consiglio comunale, come atto di denuncia e resistenza. Una scelta coraggiosa, che evidenzia quanto, anche nel 2025, essere donna e potere spesso significhi ancora esporsi a un bersaglio.

Lo dice lei stessa: lo sport le ha insegnato a perdere e a rialzarsi, a competere in modo leale, a “fare squadra”. E questo approccio la accompagna anche nella politica. Il suo stile di leadership riflette quei principi: determinazione, disciplina, spirito di sacrificio. Non cerca scorciatoie, non indossa maschere. Ha portato il suo stile di vita sano e dinamico anche nel palazzo comunale, con l’obiettivo di restare fedele alla ragazza che correva nel quartiere Levante con le scarpe sporche e il cuore pieno di sogni.

Silvia Salis è una figura simbolica di questo tempo: non perfetta, ma autentica. Non costruita per piacere, ma determinata a lasciare il segno. Il suo percorso incarna una rivoluzione silenziosa, fatta di coerenza, sacrifici e decisioni che pochi avrebbero il coraggio di prendere. In un’Italia dove la politica spesso appare distante e maschile, lei si presenta come un volto che parla chiaro, senza perdere di vista né le priorità familiari né quelle pubbliche.

E tu cosa ne pensi? È possibile oggi conciliare davvero carriera politica e vita familiare? Raccontamelo nei commenti!

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