Ditonellapiaga sfida Patrizia Mirigliani: caos sul nome Miss Italia!

Patrizia Mirigliani avvia azioni legali contro Ditonellapiaga per l’uso del nome Miss Italia nel nuovo album. Ecco cosa è successo e la replica della cantante.

È scontro aperto tra Patrizia Mirigliani e Ditonellapiaga. Questa mattina la patron di Miss Italia ha rotto il silenzio con una nota ufficiale destinata a far rumore: nel mirino c’è la cantante romana, rea di aver scelto “Miss Italia” come titolo del suo nuovo album e di un brano ancora inedito, atteso dopo il Festival di Sanremo.

Miss Italia passa alle vie legali

Secondo quanto diffuso dall’organizzazione, l’utilizzo del nome sarebbe “indebito” e lesivo dei diritti esclusivi legati allo storico concorso di bellezza. Non solo. Nel comunicato si fa riferimento anche al contenuto della canzone, ritenuto offensivo nei confronti delle ragazze che partecipano alla competizione. Parole considerate dannose per l’immagine e la reputazione del brand e delle sue protagoniste.

Per questo motivo, Patrizia Mirigliani ha dato mandato agli avvocati Pieremilio Sammarco e Vincenzo Larocca di avviare le azioni giudiziarie necessarie per bloccare l’uso della denominazione e chiedere un eventuale risarcimento danni. Una mossa decisa, che accende ufficialmente la miccia di una battaglia legale tutta da seguire.

La replica pungente di Ditonellapiaga

La risposta della cantante non si è fatta attendere. Durante una conferenza stampa, una giornalista ha sollevato la questione. Ditonellapiaga, visibilmente infastidita, ha replicato con tono diretto: il brano non è ancora uscito e, a suo dire, nessuno può averne realmente compreso il significato.

L’artista ha spiegato che il pezzo parla di sé, del rapporto con l’idea di perfezione e della fragilità che può nascondersi dietro l’apparenza. Altro che attacco alle concorrenti: il messaggio, sostiene, è intimo e personale. Anche alla domanda provocatoria sulle ragazze “disperate”, la cantante ha chiarito: la disperazione non è un’etichetta, ma uno stato d’animo che può toccare chiunque, persino chi appare impeccabile sotto i riflettori.

A mio parere, questa polemica ha il sapore di uno scontro tra mondi diversi: da una parte un’istituzione storica che difende il proprio nome, dall’altra un’artista che rivendica libertà espressiva. E forse, in tempi in cui Miss Italia fatica a ritrovare centralità, una citazione musicale potrebbe persino riaccendere i riflettori.

E voi da che parte state? È giusto tutelare il marchio a ogni costo o l’arte deve poter provocare liberamente? Ditemi la vostra nei commenti!

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