Lisa Maria Cetorelli, 45 anni, sostiene di essere la sorella biologica di Max Giusti da parte di padre. In un’intervista al settimanale DiPiù racconta come avrebbe scoperto le proprie origini, il primo contatto con il conduttore e il rapporto che, secondo lei, sarebbe durato diversi anni. Al centro della vicenda anche un test privato del DNA che avrebbe indicato una probabilità di paternità del 99,99%. Il riconoscimento legale non risulta ancora definitivo.
Max Giusti ha una sorella segreta? La rivelazione di Lisa Maria Cetorelli e il test del DNA
Max Giusti, uno dei conduttori più conosciuti e apprezzati della televisione italiana, è finito al centro di una vicenda familiare che sta attirando molta attenzione. A parlare è Lisa Maria Cetorelli, una donna di 45 anni che vive a Milano e che sostiene di essere sua sorella da parte di padre. La rivelazione arriva dalle pagine del settimanale DiPiù, attraverso un’intervista raccolta dalla giornalista Raffaella Ponzo. Ma quello che rende questa storia particolarmente delicata non è soltanto il presunto legame di parentela. Lisa racconta infatti di aver conosciuto Max molti anni fa, di aver instaurato con lui un rapporto affettuoso e di averlo frequentato per diverso tempo, prima che qualcosa cambiasse. Al centro della vicenda ci sarebbe la sua decisione di ottenere il riconoscimento legale della paternità, accompagnata da un test privato del DNA che, secondo quanto riferito dalla donna, avrebbe indicato una probabilità del 99,99%.
Per comprendere meglio questa storia bisogna tornare indietro di parecchi anni, quando Lisa Maria era ancora una bambina. Secondo il suo racconto, tutto avrebbe avuto origine a Roma, nel quartiere Portuense, dove le rispettive famiglie abitavano nello stesso palazzo. La madre di Lisa era sposata con Domenico Cetorelli, l’uomo che avrebbe poi riconosciuto e cresciuto la bambina. Tuttavia, stando alla ricostruzione fornita dalla donna, sua madre avrebbe avuto una relazione con Gianfranco Giusti, il padre di Max. Lisa sostiene di essere nata proprio da quella relazione e di aver scoperto molto presto la verità sulle proprie origini. Una vicenda che, secondo lei, non sarebbe dunque emersa improvvisamente in età adulta, ma avrebbe accompagnato buona parte della sua vita.
Lisa racconta infatti che aveva soltanto sei anni quando sua nonna materna le avrebbe confidato che l’uomo che la stava crescendo non era il suo padre biologico. Una rivelazione importante per una bambina così piccola, che avrebbe inevitabilmente influenzato il suo modo di guardare alla famiglia. Da quel momento, secondo la sua testimonianza, avrebbe cominciato a considerare Max Giusti come un fratello maggiore, pur non avendo ancora instaurato con lui un rapporto personale. Tra i due ci sono tredici anni di differenza, e questo significa che quando Lisa era ancora molto piccola, Max si trovava già in una fase diversa della propria vita. Per diversi anni, quindi, il desiderio di conoscerlo sarebbe rimasto qualcosa di personale, fino a quando non si sarebbe presentata l’occasione giusta per cercare un contatto.
Il momento decisivo sarebbe arrivato quando Lisa aveva circa vent’anni. La donna racconta di aver saputo che Max Giusti si sarebbe esibito ad Assisi e di aver deciso di approfittare di quell’occasione per farsi avanti. Non scelse però di presentarsi direttamente davanti a lui, ma preferì un gesto semplice e discreto: gli fece recapitare un mazzo di fiori accompagnato dal proprio numero di telefono. Un tentativo di avvicinamento che, secondo quanto dichiarato nell’intervista, avrebbe avuto subito una risposta. Lisa sostiene infatti che Max la chiamò proprio quella sera e che da quella telefonata sarebbe cominciato un rapporto destinato a proseguire per molti anni.
Ed è proprio questo uno degli aspetti più significativi della vicenda. Lisa Maria Cetorelli non racconta di aver cercato inutilmente un fratello che non aveva mai conosciuto, ma sostiene che tra loro si sarebbe creato un legame concreto, fatto di telefonate, incontri e frequentazioni familiari. Secondo la donna, Max l’avrebbe considerata sua sorella per diverso tempo e i due avrebbero condiviso momenti della propria vita anche attraverso le rispettive famiglie. Una ricostruzione che rende ancora più comprensibile, dal suo punto di vista, il dolore per quello che sarebbe accaduto successivamente. È importante però precisare che queste informazioni provengono dalla testimonianza di Lisa e che l’articolo non riporta una conferma diretta del conduttore sulla natura e sulla durata del rapporto descritto.
Max Giusti, la presunta sorella Lisa Maria Cetorelli rompe il silenzio: il racconto e il test del DNA
Ma che cosa avrebbe portato all’allontanamento? Secondo Lisa, il cambiamento sarebbe arrivato quando lei ha deciso di chiedere il riconoscimento ufficiale della paternità di Gianfranco Giusti. Una scelta che, nella sua prospettiva, non riguardava soltanto una questione burocratica, ma il desiderio di vedere riconosciuta legalmente una parte fondamentale della propria identità. La donna sostiene infatti di conoscere da moltissimo tempo le proprie origini e di voler ottenere una conferma formale di quel legame biologico. Proprio questa decisione, sempre secondo il suo racconto, avrebbe contribuito a modificare i rapporti con Max, fino a creare una distanza che Lisa descrive come particolarmente dolorosa.
Bisogna comunque distinguere con attenzione le dichiarazioni della donna dalle motivazioni effettive del comportamento del conduttore. Nell’articolo, infatti, non viene riportata una replica di Max Giusti e non sono presenti elementi sufficienti per stabilire con certezza perché i rapporti si sarebbero deteriorati. Lisa collega l’allontanamento alla propria richiesta di riconoscimento, ma questo non permette automaticamente di attribuire al presentatore intenzioni o responsabilità precise. Quello che emerge dalla sua testimonianza è soprattutto il dispiacere per la perdita di un rapporto che lei considerava importante e che, secondo quanto racconta, aveva fatto parte della sua vita per molti anni.
Un episodio che Lisa ricorda con particolare amarezza risale al novembre del 2024. La donna sostiene di aver inviato un messaggio a Max Giusti senza ricevere alcuna risposta. Non conosciamo il contenuto completo di quella comunicazione, né sappiamo quali siano state le ragioni dell’assenza di una replica. Tuttavia, nella ricostruzione di Lisa, quel messaggio rappresenta un ulteriore segnale della distanza che si sarebbe creata tra loro. Dopo gli anni di frequentazione che racconta di aver condiviso con il conduttore, il mancato contatto avrebbe assunto per lei un significato particolarmente doloroso.
C’è poi un altro episodio che, secondo la donna, avrebbe aumentato la sua delusione. Lisa fa riferimento a una partecipazione televisiva di Max Giusti a Verissimo, durante la quale il presentatore avrebbe dichiarato di essere figlio unico. Una frase che lei sostiene di aver vissuto con grande sofferenza, perché in contrasto con il rapporto familiare che ritiene di aver avuto con lui. Dal suo punto di vista, ascoltare pubblicamente quelle parole avrebbe significato vedere messo in discussione un legame che considerava reale e importante. Anche in questo caso, però, è necessario ricordare che l’articolo richiama la dichiarazione attraverso il racconto di Lisa e non permette di ricostruire integralmente il contesto dell’intervista televisiva. Non sarebbe quindi corretto sostenere che Max abbia deliberatamente voluto negare o nascondere un rapporto familiare senza conoscere anche la sua posizione.
La vicenda assume una dimensione ancora più importante quando entra in gioco il test del DNA. Secondo quanto riportato nell’articolo di Palcoscenico, Lisa Maria Cetorelli avrebbe effettuato nel luglio del 2026 un’analisi genetica privata presso l’Università di Tor Vergata. Il suo campione sarebbe stato confrontato con un campione attribuito a Gianfranco Giusti e il risultato, sempre secondo quanto riferito, avrebbe indicato una probabilità di paternità del 99,99%. Un dato che la donna considera particolarmente significativo e che, nella sua prospettiva, rappresenterebbe un elemento importante a sostegno della richiesta di riconoscimento.
Tuttavia, è fondamentale chiarire che un test genetico privato non equivale automaticamente a una decisione giudiziaria definitiva. Anche quando un’analisi restituisce una probabilità molto elevata, spetta alle autorità competenti verificare la documentazione, la provenienza dei campioni e le modalità con cui sono stati acquisiti. L’articolo non fornisce tutti i dettagli tecnici relativi all’esame e non riporta una sentenza che abbia già stabilito ufficialmente la paternità. Per questa ragione, sarebbe sbagliato presentare la questione come definitivamente risolta. Il risultato raccontato da Lisa è certamente uno degli elementi centrali della sua testimonianza, ma il riconoscimento legale resta una questione distinta.
Il test del DNA e la richiesta di riconoscimento della paternità
E allora perché Lisa Maria Cetorelli avrebbe deciso di rendere pubblica una storia così personale? Dalle sue dichiarazioni emerge soprattutto il desiderio di ottenere un riconoscimento che considera importante per la propria identità. La donna sostiene di aver saputo fin dall’infanzia di essere figlia biologica di Gianfranco Giusti e oggi vorrebbe che questo legame venisse riconosciuto anche ufficialmente. Il suo racconto non riguarda quindi soltanto il rapporto con Max, ma coinvolge una questione più ampia: il diritto di conoscere le proprie origini e il significato che queste possono avere nella vita di una persona.
Naturalmente, quando una vicenda privata coinvolge un personaggio famoso, l’attenzione pubblica tende a concentrarsi soprattutto sul nome più conosciuto. In questo caso, quello di Max Giusti. Eppure, leggendo la testimonianza di Lisa, si comprende che il conduttore rappresenta soltanto una parte della storia. Al centro c’è anche il rapporto con il padre biologico che la donna sostiene di avere, la volontà di ottenere un riconoscimento formale e il dolore per una relazione familiare che descrive come interrotta. Sono aspetti differenti, ma strettamente collegati nella sua ricostruzione.
Un altro elemento da considerare è che, almeno nell’articolo preso in esame, conosciamo principalmente una sola versione dei fatti. Lisa ha scelto di raccontare pubblicamente la propria esperienza, spiegando le ragioni della sua richiesta e ricordando gli episodi che considera più significativi. Non abbiamo però una dichiarazione diretta di Max Giusti che permetta di conoscere il suo punto di vista sulla vicenda. Questo non significa mettere in dubbio automaticamente il racconto della donna, ma semplicemente riconoscere che una storia familiare così complessa non può essere ricostruita completamente attraverso una sola testimonianza.
Resta comunque significativo il percorso che Lisa descrive. Si parte da una confidenza ricevuta quando era ancora bambina, si arriva al primo contatto con Max attraverso un mazzo di fiori e una telefonata, si passa attraverso gli anni di frequentazione che sostiene di aver condiviso con lui e si giunge infine alla decisione di intraprendere una strada legale per ottenere il riconoscimento della paternità. In mezzo ci sono ricordi personali, aspettative, rapporti familiari e una distanza che, secondo la donna, si sarebbe fatta sempre più difficile da accettare.
Il primo incontro ad Assisi e il rapporto che, secondo Lisa, si sarebbe interrotto
La vicenda raccontata da DiPiù lascia dunque aperte diverse domande. La prima riguarda naturalmente il procedimento di riconoscimento e il valore che verrà attribuito agli elementi presentati. La seconda riguarda il rapporto tra Lisa e Max, che la donna descrive come importante per molti anni e successivamente interrotto. La terza riguarda l’eventualità che il conduttore decida di intervenire pubblicamente per chiarire la propria posizione. Al momento, sulla base delle informazioni riportate nell’articolo, non è possibile sapere se questo accadrà.
Quello che possiamo osservare è che Lisa Maria Cetorelli ha scelto di raccontare una parte molto intima della propria vita, rendendo pubblica una questione che sostiene di portare con sé fin dall’infanzia. Una scelta che ha inevitabilmente attirato l’attenzione anche per il coinvolgimento di un volto popolare della televisione italiana. Ma sarebbe riduttivo trasformare tutto in una semplice storia di gossip, perché dietro le dichiarazioni della donna ci sono questioni legate all’identità, ai rapporti familiari e al riconoscimento delle proprie origini.
In attesa di eventuali chiarimenti e degli sviluppi giudiziari, la prudenza resta fondamentale. Il test del DNA riferito da Lisa, il rapporto che sostiene di aver avuto con Max e le ragioni del presunto allontanamento sono aspetti che devono essere raccontati distinguendo sempre le dichiarazioni personali dai fatti definitivamente accertati. Solo così è possibile comprendere la vicenda senza attribuire responsabilità o intenzioni che, al momento, non risultano dimostrate.
E voi che cosa pensate di questa storia? Credete che il riconoscimento ufficiale delle proprie origini sia importante anche quando rischia di complicare rapporti familiari già esistenti? E secondo voi, quando una vicenda così personale coinvolge un personaggio famoso, è giusto renderla pubblica oppure sarebbe preferibile affrontarla esclusivamente in privato? Scrivete la vostra opinione nei commenti, perché mi interessa conoscere il vostro punto di vista, sempre nel rispetto di tutte le persone coinvolte.
