Romina Power si racconta a Belve in un’intervista intensa con Francesca Fagnani. Al centro il dolore mai spento per la scomparsa della figlia Ylenia Carrisi, il legame con Al Bano, i ricordi della giovinezza a Londra, il cinema degli inizi e una vita segnata da domande ancora aperte.
Romina Power si è raccontata a Belve con una sincerità rara, scegliendo di attraversare davanti a Francesca Fagnani alcuni dei capitoli più delicati della sua vita. Non è stata soltanto un’intervista televisiva, ma un percorso dentro ricordi, ferite, rimpianti e convinzioni personali che Romina porta con sé da anni.
Al centro del racconto resta inevitabilmente Ylenia Carrisi, la figlia scomparsa nel 1994 e mai più ritrovata. Una vicenda che ha segnato profondamente la vita di Romina Power e quella della famiglia Carrisi, lasciando dietro di sé un dolore sospeso, fatto di domande senza risposta e di una verità mai pienamente accettata.
Il pensiero di Romina Power su Ylenia Carrisi
Romina Power ha parlato di Ylenia con una convinzione che non sembra essersi affievolita con il passare del tempo. Per lei, la figlia sarebbe ancora viva “da qualche parte”. Non lo presenta come un semplice desiderio materno, ma come una sensazione profonda, radicata, qualcosa che continua ad accompagnarla nella quotidianità.
Nel corso dell’intervista, Romina ha spiegato che questa convinzione sarebbe stata alimentata anche da sogni e da incontri con persone che lei definisce dotate di poteri soprannaturali. Secondo quanto raccontato, nessuna di queste persone le avrebbe mai confermato la morte di Ylenia. Questo dettaglio, per Romina, ha un peso enorme: l’assenza di una conferma definitiva lascia aperto uno spazio interiore in cui il rapporto con la figlia continua a vivere.
Il dolore per Ylenia non viene raccontato come qualcosa che si è chiuso o trasformato del tutto in accettazione. Al contrario, Romina Power sembra vivere ancora dentro una dimensione sospesa, dove la mancanza della figlia convive con la speranza.
Non c’è enfasi forzata nelle sue parole, ma una forma di fedeltà emotiva a ciò che sente. È come se, per Romina, accettare una fine mai dimostrata significasse tradire quel legame materno che considera ancora vivo.
Il rapporto con Al Bano dopo la scomparsa di Ylenia
Durante l’intervista a Belve, Romina Power ha affrontato anche il tema del matrimonio con Al Bano Carrisi. La scomparsa di Ylenia ha avuto conseguenze profonde non solo sulla sua vita personale, ma anche sull’equilibrio della coppia.
Romina ha raccontato di essersi sentita improvvisamente senza un punto di riferimento. Nel momento in cui pensava di potersi appoggiare a un “pilastro”, quel sostegno sarebbe venuto meno. Una frase che lascia intuire quanto la gestione del dolore abbia inciso sulla distanza tra lei e Al Bano.
La fine del matrimonio non viene descritta come un evento improvviso, ma come il risultato di una frattura emotiva sempre più difficile da colmare. Davanti a un dolore così grande, due persone possono reagire in modi diversi. E proprio questa diversità, nel racconto di Romina, avrebbe contribuito ad allontanarli.
Non c’è un’accusa netta, ma la constatazione di un cambiamento profondo. Dopo Ylenia, nulla è più stato come prima.
Gli anni di Londra e le esperienze della giovinezza
Accanto ai ricordi più dolorosi, Romina Power ha ripercorso anche alcune fasi della sua giovinezza. Prima dell’incontro con Al Bano, la sua vita era stata segnata da ambienti artistici, viaggi, libertà e sperimentazioni.
Gli anni trascorsi a Londra emergono come un periodo intenso, ma anche confuso. Romina ha parlato apertamente dell’uso di Lsd, spiegando che quelle esperienze avrebbero inciso sulla sua memoria. “È una cosa che cancella la memoria”, ha detto, lasciando intendere quanto oggi sia difficile ricostruire con precisione alcuni passaggi di quel periodo.
Tra gli episodi più curiosi citati nell’intervista, Romina Power ha ricordato anche una notte trascorsa a Roma con Keith Richards, storico chitarrista dei Rolling Stones. Un dettaglio che restituisce l’atmosfera di quegli anni: un mondo fatto di musica, cinema, incontri fuori dall’ordinario e vite vissute con grande intensità.
Eppure, nel modo in cui Romina racconta questi ricordi, non c’è compiacimento. Sembra piuttosto guardare a quella ragazza di allora con distanza, consapevolezza e un certo stupore.
Il cinema degli inizi e i rimpianti di Romina Power
L’intervista ha toccato anche la carriera cinematografica di Romina Power. In particolare, alcuni film realizzati agli inizi, che oggi l’artista guarda con sentimenti contrastanti.
Romina ha ammesso che avrebbe preferito non partecipare a pellicole dal contenuto erotico. Non perché rinneghi totalmente il suo passato, ma perché sente che quei ruoli non rappresentavano davvero ciò che avrebbe voluto fare come attrice.
Il suo desiderio, ha raccontato, era diverso: avrebbe voluto interpretare personaggi romantici, classici, più vicini a un immaginario come quello di Giulietta.
Guardando indietro, però, Romina Power non sembra giudicare con durezza la sé stessa di allora. Anzi, emerge una certa tenerezza verso quella ragazza giovane, inserita in un contesto familiare e professionale che oggi rilegge con maggiore maturità.
Ha parlato anche del ruolo della madre, che all’epoca dava il consenso per quei lavori senza considerarli problematici. Un dettaglio importante, perché aiuta a comprendere il clima di quegli anni e le dinamiche che possono aver influenzato alcune scelte.
Romina Power è stata per decenni un volto amatissimo dal pubblico italiano. Cantante, attrice, artista internazionale, moglie di Al Bano e madre di quattro figli, ha vissuto gran parte della sua esistenza sotto gli occhi dei media.
Ma l’intervista a Belve restituisce soprattutto la dimensione privata di una donna che ha attraversato momenti estremamente complessi. Dietro l’immagine pubblica, emerge una persona che continua a cercare risposte, senza rinunciare alle proprie sensazioni più intime.
La forza di una convinzione personale
Il punto più forte del racconto resta la posizione di Romina Power su Ylenia. Una convinzione che può dividere, commuovere o sorprendere, ma che fa parte della sua verità personale.
Romina non offre prove, né pretende di chiudere una vicenda che resta dolorosa e irrisolta. Racconta però ciò che sente. E in questo sentire trova una forma di continuità con la figlia.
Per lei, Ylenia non è solo un’assenza. È una presenza interiore, un legame che non si è mai spezzato davvero.
Romina Power oggi: tra ricordi e domande aperte
L’intervista con Francesca Fagnani mostra una Romina Power intensa, fragile e allo stesso tempo molto ferma. Una donna che non nasconde le ferite, ma non rinuncia neppure alla propria visione del mondo.
Dalla scomparsa di Ylenia alla fine del matrimonio con Al Bano, dagli anni di Londra ai rimpianti cinematografici, ogni passaggio compone il ritratto di una vita complessa, attraversata da luci e ombre.
Romina Power non cerca una conclusione definitiva. Il suo racconto resta aperto, proprio come alcune delle domande che l’hanno accompagnata per anni. E forse è questo l’aspetto più umano della sua intervista: non la pretesa di dare risposte, ma il coraggio di convivere con ciò che resta irrisolto.
