Ha oltre 70 mutazioni e divide gli esperti. Quanto è davvero pericolosa e cosa cambia con i vaccini? I dettagli che fanno discutere.
Una nuova variante del Covid torna a far parlare gli esperti e riaccende il dibattito sul futuro della pandemia. Si chiama BA.3.2, ma è già conosciuta con un soprannome curioso: Cicada. Il nome circola sempre più spesso nel gossip sanitario e nelle analisi scientifiche, mentre cresce l’attenzione su cosa è successo davvero e su quali possano essere le conseguenze.
La variante Cicada appartiene alla famiglia di Omicron ed è stata individuata per la prima volta in Sudafrica alla fine del 2024. Per mesi è rimasta sotto osservazione senza destare particolare preoccupazione, ma nel corso del 2025 ha iniziato a diffondersi con maggiore rapidità, soprattutto negli Stati Uniti. Qui sono stati registrati casi in numerosi Stati e tracce del virus sono state rilevate anche nelle acque reflue, segnale di una circolazione più ampia di quanto inizialmente previsto.
Ciò che distingue BA.3.2 è il numero elevato di mutazioni sulla proteina Spike, tra le 70 e le 75. Questo elemento ha alimentato una nuova polemica tra esperti e opinione pubblica, perché potrebbe influenzare la capacità del sistema immunitario di riconoscere il virus. I vaccini attuali continuano a offrire protezione contro le forme più gravi, ma la risposta potrebbe risultare meno immediata rispetto ad altre varianti già conosciute.
Dal punto di vista clinico, però, non emergono segnali di una maggiore gravità. La verità, almeno per ora, è che Cicada sembra più abile a diffondersi che a causare malattie severe. Questo potrebbe tradursi in un aumento dei contagi, soprattutto tra chi non ha una protezione immunitaria aggiornata.
Il virologo Fabrizio Pregliasco ha sottolineato come la comparsa di nuove varianti non rappresenti una sorpresa. Il virus, ormai endemico, continuerà a evolversi e adattarsi, seguendo dinamiche sempre più simili a quelle dell’influenza stagionale. In questo contesto, ogni mutazione può generare nuove ondate, anche fuori stagione, mantenendo però quadri clinici generalmente meno gravi.
Resta comunque alta l’attenzione sulle possibili implicazioni future. L’arrivo della variante anche in altri Paesi appare probabile, compresa l’Italia, considerando i continui spostamenti globali. Le misure di prevenzione restano quindi fondamentali, soprattutto per proteggere i soggetti più fragili.
La diffusione di Cicada apre dunque un nuovo capitolo nel gossip legato al Covid, tra timori e rassicurazioni. Ma la vera domanda resta aperta: questa variante rappresenta solo un’evoluzione naturale o è il segnale di un nuovo scenario ancora tutto da comprendere?
